
1/Francia: ultimi aggiornamenti della legge “Grenelle”
La Francia ha iniziato nel 2007 con una discussione su tutti i fronti della vita sociale e politica (governo e amministrazioni locali, industrie, associazioni del settore energetico), sfociata nell'approvazione delle due leggi “Grenelle environnement”. La prima nell'agosto 2009 mentre la seconda pochi giorni fa, confermando gli obiettivi stabiliti l'anno scorso e introducendo regole precise per raggiungerli. L'impatto economico è stimato in 440 miliardi di euro tra investimenti pubblici e privati dal 2009 al 2020, come ha dichiarato Catherine Larrieu, responsabile della delegazione per lo Sviluppo sostenibile del ministero francese dell'Ecologia.
La legge agirà su cinque linee essenziali: edilizia, trasporti, fonti rinnovabili, biodiversità e rifiuti. La Francia punta sull'innovazione in tutte le filiere dell'economia verde; che si tratti di ridurre le emissioni inquinanti o i consumi elettrici, aumentare la produzione di energia alternativa o migliorare l'isolamento termico degli edifici, la legge Grenelle ha previsto varie forme di aiuto pubblico. Soltanto alle rinnovabili andranno 115 miliardi. Parigi vuole colmare il ritardo in alcuni settori molto promettenti, soprattutto l'eolico offshore, dove ha recentemente annunciato un piano ambizioso per installare sei Gw entro il 2020. Il tessuto economico francese può contare sui poli di competitività, dove confluiscono cospicui finanziamenti pubblici, oltre che su misure fiscali vantaggiose come il credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo. Qui entra in gioco l'ente pubblico Oseo, cui possono rivolgersi le imprese innovatrici per ottenere prestiti a tasso zero (fino a tre milioni di euro) e sostegno nell'accesso al credito.
2/Italia: un nuovo Patto per l'ambiente
L'Italia, invece, non può vantare una legge organica come quella francese. Il Patto per l'ambiente firmato lo scorso luglio dal ministero competente con undici aziende (tra cui Eni, Enel, Edison, Italcementi, Sorgenia e Terna), prevede finanziamenti agevolati e un fondo di rotazione pari a 600 milioni di euro per il 2009-2012, che può sbloccare investimenti fino a 12 miliardi. Entro l'estate 2010 arriverà un secondo patto esteso ad aziende di altri settori, come ha annunciato Fabrizio Penna, che presiede la segreteria del sottosegretario dell'Ambiente Roberto Menia.
Gaetano Fasano (Enea) ha citato alcune misure nazionali come Industria 2015 e la Ricerca di sistema per l'efficienza del sistema elettrico. Peccato, però, come ha evidenziato lo stesso Fasano, che per Industria 2015 (disegno di legge nel 2006) i decreti di concessione dei finanziamenti vadano a rilento, mentre per la Ricerca di sistema si siano utilizzati soltanto una decina degli oltre 50 milioni stanziati nel primo bando triennale nel 2006. Un esempio più circoscritto arriva dall'Accordo per lo sviluppo economico e la competitività delle imprese lombarde, gestito dalla Regione con il sistema camerale. Dal 2006 al 2009 si sono finanziati 237 progetti con un valore complessivo pari a quasi 260 milioni di euro; in particolare, si sono attivati nove bandi per l'innovazione, di cui uno dei primi è dedicato proprio all'efficienza energetica nelle imprese.


















