
Un potenziale ancora inespresso
Il primo passo è dunque la raccolta differenziata, per poi passare al trattamento biologico generando biogas e compost. Il biogas potrebbe essere utilizzato come combustibile nei trasporti, mentre il compost potrebbe sostituire in parte i fertilizzanti chimici per concimare i terreni agricoli. La Commissione ha calcolato che se tutti i rifiuti organici diventassero una fonte energetica, l'Europa potrebbe coprire in questo modo circa il 2% del suo obiettivo sulle rinnovabili per il 2020. Inoltre, si eviterebbero emissioni di gas serra pari a circa dieci milioni di tonnellate. Secondo Bruxelles, i Paesi dove già esistono sistemi efficienti per la raccolta e il trattamento dei rifiuti organici sono Austria, Germania, Lussemburgo, Svezia, Belgio, Olanda, Catalogna (Spagna) e alcune regioni italiane come Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.
Le previsioni di Frost & Sullivan
Una recente ricerca di Frost & Sullivan stima che, entro il 2016, il giro d'affari degli impianti per il trattamento dei rifiuti organici supererà i tre miliardi e mezzo di euro in Europa. In cima alla classifica di questa fonte energetica figura la Germania, che già vale oltre il 76% del mercato europeo con un giro d'affari complessivo pari a 998 milioni di euro nel 2009. In altre zone del mondo, invece, questo settore è ancora in uno stato embrionale, soprattutto in Asia e in tutto il continente americano. I motivi di questo ritardo sono principalmente tre, secondo Frost & Sullivan: la mancanza di politiche governative e di cooperazione con le industrie europee, oltre all'incapacità di gestire in modo appropriato le risorse necessarie. Tra i mercati più promettenti per i prossimi anni ci sono diversi Paesi, tra cui Italia, Brasile, India, Stati Uniti, Canada e Australia. Per questo motivo le aziende del settore dovrebbero pianificare investimenti su scala internazionale. Stati Uniti e India, per esempio, stanno già avviando dei progetti in questa direzione.



















