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L'Italia è invece nona in classifica per il numero di domande di brevetto presentate nel settore energetico e si è distinta in particolare per la ricerca nel settore della cogenerazione e delle celle a combustibile, mentre risultano scarsi gli investimenti privati nella ricerca anche per la perdurante difficoltà di dialogo e di collaborazione fattiva tra il mondo scientifico e quello dell'impresa. «Crediamo che sia importante far crescere in Italia il contributo delle imprese private alla ricerca - ha sottolineato il presidente di I-com, Stefano da Empoli - un contributo fondamentale potrebbero averlo i sistemi di incentivazione. Ferma restando la loro finalità di promozione dell'ingresso sul mercato di tecnologie consolidate (sebbene negli stadi iniziali di sviluppo), sarebbe utile introdurre dei meccanismi premiali che stimolino applicazioni ad alto contenuto innovativo, sia in termini di tariffa che di semplificazione delle procedure autorizzative».


















