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Con la modifica introdotta dall'Autorità, sarà ora possibile, nelle abitazioni private e loro pertinenze o negli spazi condominiali (previo accordo dell'assemblea condominiale) richiedere al proprio fornitore di energia elettrica più punti di fornitura, ognuno con un contatore, destinati espressamente all'alimentazione di veicoli elettrici. Il provvedimento si estende anche alle aree aziendali destinate a parcheggio di flotte di veicoli. L'Autorità ha anche stabilito che ai punti di ricarica sarà applicata la stessa tariffa di trasporto già prevista per "altri usi", indipendentemente dal fatto che il richiedente sia un cliente domestico (famiglia) o non domestico (impresa). Per l'energia, il prezzo potrà variare a seconda dell'offerta che potrà essere scelta fra quelle dei diversi venditori del mercato libero e potrà essere diversa da quella scelta per la fornitura domestica.
Il provvedimento dell'Autorità si inserisce nel contesto di un mercato pronto a fare il salto di qualità, come testimoniano i dati presentati da CEI -Cives e segnalati dall'Agenzia Apcom. Negli Usa sono previsti 1 milione di veicoli elettrici entro il 2015, 11mila punti di ricarica entro il 2011 e incentivi all'acquisto fino a 11 mila dollari. La Cina prevede 500mila vetture entro il 2011 e 8 milioni entro il 2025, con incentivi fino a 6mila euro. La Corea punta a coprire il 10% del mercato mondiale.
Anche in Europa lo sviluppo dell'auto elettrica è un obiettivo per molti Paesi: Londra avrà 25mila punti di ricarica entro il 2015 e la Gran Bretagna ha stanziato 260 milioni di euro puntando a 400 mila nuovi posti di lavoro. La Francia punta a 2 milioni di veicoli elettrici o ibridi, 25 mila punti di ricarica pubblici entro il 2020 e con un piano incentivi che copre fino a 6mila euro per l'acquisto di veicoli da parte di privati. La Germania mira a raggiungere 5 milioni di auto entro i prossimi 20 anni, con il primo milione entro il 2020. La Spagna ha previsto un piano di incentivazione che copre fino a 6mila euro per avere 70mila veicoli entro due anni. In Italia - secondo il rapporto Cives - per far circolare le auto elettriche servono incentivi di natura fiscale, una migliore regolazione della mobilità da parte dei Comuni e la diffusione delle reti di ricarica ad opere delle aziende dell'energia. Per il momento, secondo quanto evidenzia una ricerca Accenture, l'attenzione dei consumatori italiani sembra però più legata alle auto ibride (il 71% sarebbe disposto a comprarne una entro i prossimi 2 anni) piuttosto che a quelle elettriche (19% disponibile all'acquisto nel prossimo biennio, in linea con una media europea del 16%).



















