
Medaglia d'argento confermata anche per Sony Ericsson, con 6,9 punti, lo stesso punteggio dell'edizione precedente. Secondo Greenpeace l'azienda presenta la migliore performance sui criteri chimici rispetto a tutte le altre. La joint venture risulta invece ancora carente sulla gestione e il riciclo dei propri rifiuti, e non fornisce informazioni sull'uso di plastica riciclata. In salita dalla quarta posizione alla terza è invece Philips che, seppur con un punteggio di 5,1 di poco ridotto rispetto alla XIV edizione, avanza in classifica per la discesa di altre compagnie. L'azienda olandese è valutata positivamente rispetto ai criteri sulla chimica ed è una di quelle meglio posizionate sul binomio clima/energia. Apple invece rimane al quinto posto con un punteggio di poco inferiore alla 14esima edizione (dove si era posizionata con 5,1 punti) per la scarsa trasparenza sull'uso di energia rinnovabile. La maggior parte del punteggio la compagnia di Cupertino lo ottiene grazie alla sua politica di eliminazione delle sostanze pericolose dai prodotti in commercio e per una migliore copertura del suo programma di ritiro e riciclo dei prodotti a fine vita.
Scorrendo la classifica si nota come l'associazione ambientalista premi la politica di Hp: la multinazionale americana scala la classifica dalla 11esima all'ottava posizione per il suo impegno nel sostenere il processo di revisione della Direttiva RoHS con l'obiettivo di limitare l'uso di Pvc e tutti i ritardanti di fiamma entro il 2015. La società ha già alcuni prodotti sul mercato privi di sostanze pericolose (un desktop Pc, diversi notebook e due monitor Lcd) ma secondo Greenpeace può migliorare in questa direzione. Hp è inoltre valutata debolmente sul piano della gestione dei propri rifiuti.
Decisamente più severo il giudizio dell'associazione ecologista su nomi del calibro di Lg, Samsung e Toshiba, accusati di non aver rispettato gli impegni presi in passato. In particolare Lg Electronics cade dalla sesta alla dodicesima posizione con un punteggio ridotto da 5,1 a 3,7 punti. La perdita dei punti, si legge nell'Eco-guida «è dovuta a false asserzioni sulle performance energetiche dei suoi prodotti negli Usa e in Australia. Inoltre, l'azienda continua a perdere punti per il ritardo sull'eliminazione delle sostanze pericolose - impegno che aveva assunto per il 2010. Solo i cellulari saranno privi di sostanze tossiche a partire dal prossimo anno, mentre Tv, monitor e Pc dovranno aspettare fino al 2012 e altri articoli domestici fino al 2014».
Anche Samsung è in caduta libera e precipita dalla settima alla tredicesima posizione. La società nipponica paga il dietrofront sulla promessa di eliminazione dei composti tossici da tutti i prodotti a marchio entro il 2010. Ancora più evidente il passo indietro di Toshiba, che scende dalla terza alla quattordicesima posizione per aver disatteso l'impegno a mettere in commercio nuovi modelli privi di Pvc e ritardanti di fiamma bromurati entro il 1 aprile 2010. In coda Microsoft sale di un posto - al 16esimo - passando da 2,4 a 3,3 punti grazie al suo sostegno a una riduzione obbligatoria alle emissioni di gas serra. Nintendo resta invece in ultima posizione ma migliora il suo punteggio da 1,4 a 1,8 punti per aver adottato il principio di precauzione sulla gestione delle sostanze pericolose e pubblicato i suoi standard in merito.


















