
Una produzione costante
Poiché la quantità di energia disponibile varia continuamente secondo l’intensità del sole e del vento, è indispensabile aumentare il coordinamento tra le utilities, riducendo gli sprechi e cercando di far combaciare il più possibile la domanda e l’offerta di elettricità. Il problema è garantire una generazione costante pur con un aumento di parchi eolici e solari; ogni rete, infatti, deve distribuire una certa quantità minima di energia, che riflette la domanda media dei consumatori in determinati periodi. È l’energia “di base” (baseload) che non deve subire fluttuazioni.
Bisogna unire le forze
Per incrementare la quota variabile di elettricità, proveniente dalle rinnovabili, il primo passo è ragionare su una scala territoriale più vasta. Serve una stretta collaborazione tra tutte le utilities, in questo caso le compagnie riunite nel gruppo WestConnect. È la stessa logica del progetto europeo di una maxi rete capace di collegare diverse fonti alternative: eolico offshore e sulla terraferma, centrali solari, idroelettrico, estendendosi addirittura ai Paesi dell’Africa e del Medio Oriente (Desertec e Piano solare mediterraneo). Si tratta di assorbire la potenza dei nuovi impianti distribuendola dove c’è maggiore richiesta; di convogliare, per esempio, l’energia solare dal Marocco o dall’Egitto alla Germania o alla Gran Bretagna se in quel momento le pale eoliche tedesche e inglesi sono ferme per mancanza di vento. «Coordinando le attività tra utilities su una vasta area geografica, si riducono gli effetti dovuti alla variabilità del sole e del vento», spiega il responsabile dello studio americano, Debra Lew.
L'asso nella manica è la previsione
Bisogna che le reti diventino più intelligenti (smart grids), incorporando dispositivi elettronici per controllare la domanda e i consumi in tempo reale. L’asso nella manica è aumentare la propria capacità di previsione, definendo la quantità di energia disponibile più volte nel corso di ogni ora, secondo la maggiore o minore potenza effettiva delle centrali eoliche e solari. Ciò potrebbe ridurre l’elettricità di scorta prodotta con impianti tradizionali (gas o carbone), abbassando le emissioni di Co2 tra il 25 e il 45 per cento. Il Dipartimento dell’energia americano sta investendo oltre 26 milioni di dollari sulla rete dell'Ovest, proprio per assicurare una capacità di trasmissione sufficiente ai futuri impianti a energia rinnovabile.


















