Questo dato consente agli Stati di avvicinarsi all'obiettivo stabilito dal protocollo di Kyoto di ridurre mediamente le emissioni dell'8% nel periodo 2008-2012 rispetto al 1990. Le emissioni della Ue a 27 sono invece scese del 2% nell'anno considerato, attestandosi a un livello inferiore dell'11,3% rispetto al 1990. Il protocollo di Kyoto non prevede un obiettivo di riduzione delle emissioni per l'Ue a 27 poiché all'epoca l'Unione era composta ancora da 15 paesi. Tuttavia, i nuovi stati membri si sono impegnati a titolo individuale nell'ambito del protocollo di Kyoto a ridurre le emissioni del 6% o dell'8% rispetto ai livelli dell'anno di riferimento, con l'eccezione di Cipro e Malta che non hanno alcun obiettivo.
A questi numeri sinora l'Italia ha contribuito poco: nel nostro paese le emissioni al 2008 sono aumentate del 4,8% rispetto all'obiettivo di riduzione del 6,5% al 2012. In particolare, la Co2 è progressivamente cresciuta dal 1990 al 2004, passando dai 517 milioni di tonnellate del 1990 ai 574 milioni di tonnellate del 2004. Negli ultimi anni la tendenza si è invertita e le emissioni si sono ridotte fino ad arrivare al dato di 541 milioni di tonnellate di CO2 nel 2008, cioè a un livello di quasi uguale a quello del 1998. Per raggiungere l'obiettivo del -6,5% le emissioni italiane al 2012 dovranno però risultare di circa 34 milioni di tonnellate inferiori rispetto a quelle del 2008.
La notizia della riduzione della Co2 nel 2008 è stata accolta con soddisfazione da Connie Hedegaard, commissaria europea incaricata dell'Azione per il clima. «Le riduzioni del 2008 non sono dovute soltanto alla crisi finanziaria, ma sono anche il risultato di una serie di politiche ambiziose che l'Ue e i suoi Stati membri hanno attuato nel corso degli anni e i cui effetti diventano sempre più evidenti. Per tener fede all'impegno di ridurre le emissioni della Ue almeno del 20% entro il 2020, e dell'80-95% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990, dobbiamo e intendiamo proseguire la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Con il proseguimento dei negoziati per un accordo mondiale sul clima per il periodo successivo al 2012 è fondamentale che l'Europa dimostri di essere in grado di tener fede ai propri impegni nell'ambito del protocollo di Kyoto. I cali significativi delle emissioni realizzati negli ultimi cinque anni dimostrano chiaramente l'importanza di fissare obiettivi vincolanti. Tuttavia il 2008 è soltanto il primo anno del periodo di impegno del protocollo di Kyoto e tutti gli Stati membri devono continuare ad adoperarsi per conseguire i loro obiettivi per il periodo 2008-2012».

















