Emissioni
Esposto alla Ue contro il decreto sulle quote di Co2
Secondo Legambiente, Wwf e Greenpeace il provvedimento è in contrasto con le direttive europee
10 Giugno 2010
Con una lettera formale al Commissario europeo per il clima, Connie Hedegaard, Legambiente Greenpeace e Wwf hanno protestato contro il recente decreto sulla Co2 varato dal Governo italiano. Secondo gli ecologisti il provvedimento distribuisce gratuitamente alle imprese nuovi permessi a inquinare in contrasto con la normativa europea Ets sul mercato delle emissioni e sugli aiuti di stato. Il decreto dà infatti il via libera a un finanziamento pubblico diretto alle imprese, che invece di pagare per la Co2 emessa, come prevede la Direttiva Ets, beneficeranno di fondi che a partire dal 2013 saranno messi a disposizione da Bruxelles per adottare politiche a favore del clima. In concreto, il Governo ha previsto di pagare una cifra che, secondo alcune stime, potrebbe arrivare a 800 milioni di euro per gli impianti entrati in funzione dal gennaio 2009, attraverso l'Autorità per l'energia elettrica e il gas.
Secondo le tre associazioni il provvedimento finirebbe per regalare soldi alle imprese più inquinanti e risulta in evidente contrasto con le politiche europee di riduzione della Co2, anche perché utilizzerebbe le risorse che dovrebbe derivare dalla vendita all'asta di quote di emissioni a partire dal 2013. «Una vera beffa - commentano Legambiente,Greenpeace e Wwf - perché secondo quanto indicato da Bruxelles, quelle risorse dovrebbero servire proprio a promuovere interventi di riduzione delle emissioni di gas serra. Regalando quote gratuite si compie un'evidente infrazione delle direttive europee violando la normativa europea sugli aiuti di Stato e quella sulla concorrenza tra le imprese».