
Seonco queste stime, Greenpeace ritiene possibile la creazione di 7,5 milioni di posti di lavoro nel settore delle rinnovabili entro il 2020, oltre il triplo della manodopera attualmente impiegata. Nel 2030 l'occupazione nel settore energetico a livello globale sarà complessivamente di 12 milioni di posti di lavoro, di cui 8,5 nel settore delle fonti rinnovabili. Il mercato globale per le tecnologie rinnovabili, entro il 2030, passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l'anno a più di 600 miliardi di dollari. Perché questi numeri diventino realtà servono però investimenti complessivi per 18.000 miliardi di dollari fino al 2030: in particolare, circa l'80% degli investimenti mondiali nel settore energetico dovranno essere dirottati sulle fonti rinnovabili.
Inizialmente, ammette comunque l'associazione ambientalista, la massiccia introduzione di tecnologie rinnovabili farebbe aumentare sensibilmente il costo della produzione di energia elettrica. Tuttavia tale incremento sarebbe compensato da una minore domanda di combustibili fossili. Assumendo un costo medio di 3 eurocent/kWh per la realizzazione delle misure di efficienza, il costo addizionale al 2020 dovrebbe aumentare a un massimo di 31 miliardi di dollari l'anno. Questi costi addizionali andrebbero poi calando rapidamente dopo il 2020. Nel 2050 il costo annuale della produzione mondiale di energia elettrica garantita al 95% dalle energie alternative sarebbe infatti inferiore di 2.700 miliardi di dollari all'anno rispetto a uno scenario tendenziale.


















