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Più energia verde in Italia ma lo sforzo per il 2020 sarà enorme
Obiettivi
Più energia verde in Italia ma lo sforzo per il 2020 sarà enorme
Il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il Piano d'azione per le rinnovabili: bisogna triplicare i numeri del 2005
16 Giugno 2010
Ora i dati sono ufficiali, pubblicati dal ministero dello Sviluppo economico nel Piano d'azione nazionale per le fonti rinnovabili. Quanto dovrà pesare l'energia verde nel nostro Paese? Quali obiettivi dovrà raggiungere l'Italia nei diversi settori (elettricità, calore e condizionamento, trasporti)? Il documento, che sarà in consultazione fino al 29 giugno prima di essere inviato alla Commissione europea, mette nero su bianco il nostro impegno per il traguardo fissato da Bruxelles: coprire il 17% dei consumi finali di energia con le rinnovabili nel 2020. Intanto sta crescendo l'ammontare degli investimenti italiani nelle rinnovabili, secondo l'ultimo indice di Ernst & Young. L'Italia, pur mantenendo la quinta posizione nella classifica guidata da Cina e Stati Uniti, ha guadagnato un punto nella graduatoria rispetto alla rilevazione precedente, grazie soprattutto ai progetti per due parchi fotovoltaici tra i più potenti in Europa, rispettivamente da 72 e 85 Mw a Rovigo e Montalto di Castro.

Indispensabili le importazioni
Nel Piano d'azione si confermano, in linea di massima, i numeri già diffusi in precedenza da altri rapporti, come quello Enea dello scorso novembre. Rimane anche la necessità d'importare energia pulita dall'estero, tanto che il documento ricorda la consapevolezza «della verosimile insufficienza delle sole misure nazionali, integrabile opportunamente e secondo logiche di efficienza con i programmi di cooperazione». Tradotto dal burocratese, significa che dovremo acquistare (pagandola a caro prezzo) energia verde da altri Paesi. Già lo scorso marzo la Commissione aveva pubblicato le stime, inviate dai vari governi, sulla produzione e importazione delle rinnovabili nei prossimi dieci anni.

L'Italia prevede d'importare complessivamente circa quattro Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) al 2020, compresi i biocarburanti, di cui 1,17 Mtep di elettricità da Svizzera, Montenegro, Albania e Tunisia. Il programma, inoltre, indica tutte le misure per arrivare al 2020 con le carte in regola: non solo la revisione degli incentivi per le varie fonti rinnovabili (tariffe feed in, certificati verdi e bianchi, agevolazioni fiscali), ma anche lo sviluppo di teleriscaldamento e biogas, il potenziamento delle reti elettriche per eliminare i colli di bottiglia, la cooperazione con altri Paesi per produrre all'estero l'energia necessaria a coprire il buco italiano.

Una strada in salita per settore termico e trasporti
Per raggiungere l'obiettivo del 17% di energia pulita, dal 5% di cinque anni fa, gli sforzi saranno notevoli. Le rinnovabili dovranno più che triplicare il loro peso complessivo dal 2005 al 2020, passando da quasi sette Mtep a oltre 22, considerando un consumo finale di energia pari a 131 Mtep grazie agli interventi di efficienza energetica. Lo scoglio maggiore sarà per il calore/condizionamento, che dovrà balzare da due Mtep a 9,5 con una quota totale sui consumi finali del 15,8% nel 2020 contro il 2,8% nel 2005. Discorso simile per i trasporti, chiamati a soddisfare il 10% dei consumi con le rinnovabili, principalmente biocarburanti; tale obiettivo corrisponde a una quota del 6,3% sui consumi finali di energia tra dieci anni con 2,5 Mtep (le percentuali del 2005 erano prossime allo zero). Nel settore elettrico, invece, le rinnovabili dovranno quasi raddoppiare il loro contributo, salendo da 4,8 a 9,1 Mtep (dal 16,2 al 29% della torta complessiva).

 













Biomasse, eolico e solare in prima linea

L'Italia riuscirà nel suo intento? Ci sono molti fronti su cui intervenire per sbloccare l'economia verde italiana. Per esempio le linee guida sulle rinnovabili, come segnala Ernst & Young: la Conferenza Stato-Regioni, più volte rinviata, dovrà decidere come unificare le autorizzazioni per i vari impianti, finora lasciate alle singole amministrazioni regionali. Eolico e biomasse sono due tra le fonti chiamate a giocare il ruolo più importante nel settore elettrico nel 2020: si attende una produzione pari a 24mila GWh con 16 Gw di potenza installata per l'eolico e di 21mila GWh con 4,6 Gw di capacità installata per le biomasse.

Per capire il balzo, basta ricordare quanto valevano queste due fonti sul totale della produzione elettrica nel 2005: 4,5 e 8,3% rispettivamente per eolico e biomasse, contro 22,7 e 19,8% stando agli obiettivi per il 2020. Il solare, che ha da poco superato il Gw di potenza installata, dovrebbe salire a 8,5 Gw tra dieci anni, per soddisfare il 10% della generazione elettrica dalle rinnovabili. Alle biomasse spetterà guidare la produzione di energia verde nel settore termico, passando da 1,6 a 5,5 Ktep (migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio) tra 2005 e 2020, che significa quasi il 60% del totale (era l'86% cinque anni fa) lasciando più spazio al solare e alle pompe di calore.
 
Rinnovabili
La mappa dell'eolico italiano

Il documento cartografico dell'Anev con tutti i dati sugli impianti della Penisola

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