Dichiarazioni
Ortis: il decreto sul gas va ancora migliorato
Troppo penalizzante per i clienti domestici secondo il presidente dell'Autorità per l'energia
16 Giugno 2010
Il presidente dell'Autorità per l'energia e il gas, Alessandro Ortis, ha nuovamente discusso sulla concorrenza tra operatori del gas, durante un'audizione davanti alla commissione Attività produttive della Camera e alla commissione Industria del Senato. I nodi al pettine riguardano il decreto legislativo sul mercato del gas, approvato il 23 aprile scorso dal Consiglio dei ministri e ora al vaglio del Parlamento. Tale decreto, lo ricordiamo, include varie misure per promuovere la liberalizzazione del settore, in particolare un tetto antitrust del 40% per ciascun operatore (elevabile al 60% a patto che l'Eni realizzi nuove infrastrutture di stoccaggio). Ortis è tornato su alcuni argomenti già toccati nella segnalazione inviata dall'Autorità lo scorso maggio, sia al Governo sia alla Camera.
Il provvedimento, secondo il presidente, dovrebbe premiare maggiormente i clienti domestici e le Pmi, finora trascurati a vantaggio delle grandi industrie. Difatti i clienti domestici, pur chiamati a contribuire con diverse decine di milioni di euro ai nuovi investimenti per le strutture di stoccaggio, vedrebbero solo le briciole. Tutta la manovra è pensata soprattutto per diminuire le bollette del gas per le industrie che consumano le maggiori quantità di energia. Ortis, infine, ha ricordato che il decreto rischia di favorire eccessivamente l'operatore dominante (Eni): bisognerebbe aumentare, invece, la capacità aggiuntiva di stoccaggio necessaria per ottenere l'innalzamento del tetto dal 40 al 60 per cento. I quattro miliardi di metri cubi previsti dal decreto, secondo l'Autorità, sono troppo pochi.