Politiche energetiche
Prolungare la vita del nucleare? La Germania non lo sa
Rinviata a ottobre la decisione sul futuro delle centrali esistenti, mentre la Merkel pensa a una tassa da 2,3 miliardi di euro per gli operatori degli impianti
22 Giugno 2010
Tanti dubbi sul nucleare tedesco. L'alleanza di centrodestra di Angela Merkel vorrebbe prolungare il funzionamento delle centrali esistenti di almeno dieci anni, ma la decisione definitiva sul futuro dell'atomo arriverà soltanto in autunno. L'ha confermato il capogruppo della Csu, Hans-Peter Friedrich, citato dall'agenzia Apcom. L'esecutivo cristiano democratico, guidato dalla Merkel, è favorevole all'energia nucleare ma deve fare i conti con i socialdemocratici, contrari a mantenere in vita i reattori tedeschi. Sconfitta nelle ultime elezioni regionali nel Nord Reno-Westfalia, la coalizione del cancelliere ha perso la maggioranza nel Senato federale: perciò il governo ha dovuto frenare i suoi piani. Secondo la legge in vigore, approvata dal precedente esecutivo di Schroeder, la Germania dovrà spegnere, entro il 2021, le sue centrali atomiche, che ora garantiscono circa un quarto dell'energia consumata a livello nazionale.
L'esecutivo tedesco, inoltre, sta pensando a una tassa da 2,3 miliardi di euro l'anno per gli operatori delle centrali nucleari; anche in questo caso, la decisione slitterà a ottobre nel Piano nazionale dell'energia. L'idea è che le compagnie energetiche debbano pagare allo Stato una fetta dei maggiori profitti, garantiti dal funzionamento extra degli impianti così come dai prezzi crescenti dell'elettricità (dovuti, a loro volta, ai costi della CO2 nelle fonti fossili). La misura, tuttavia, come riferisce World Nuclear News, sarebbe una tassa sul combustibile nucleare senza un collegamento diretto alla nuova politica per prolungare la vita delle vecchie centrali.