Studi
In Australia nel 2020 l'energia potrebbe essere tutta verde
Un rapporto dell'associazione ambientalista Beyond Zero Emissions sostiene che l'eolico e il solare termodinamico potrebbero coprire oltre il 90% della domanda elettrica
05 Luglio 2010
L'utopia di raggiungere in pochissimi anni un'economia alimentata al cento per cento dalle fonti rinnovabili ha contagiato anche l'Australia. Secondo il rapporto elaborato dal gruppo ambientalista Beyond Zero Emissions e dall'Università di Melbourne (Energy Research Institute), citato dall'agenzia Apcom, il Paese potrebbe rinunciare all'energia elettrica prodotta dalle fonti fossili tra appena dieci anni. Il problema, come sempre per questo tipo di studi, è passare dalla teoria, per quanto basata su accurati metodi scientifici, all'effettiva realizzazione dei progetti. Il rapporto stima che l'Australia dovrebbe investire 37 miliardi di dollari locali l'anno fino al 2020, vale a dire circa 26 miliardi di euro che costituiscono il 3% del Pil del Paese.
Il mix energetico vede in prima linea l'eolico, con una potenza installata pari a 50 Gw per soddisfare il 40% dei consumi elettrici annuali previsti per il 2020 (325 TWh). Oltre 40 Gw potrebbero arrivare dal solare a concentrazione, grazie alle favorevoli condizioni climatiche dell'Australia (il cui territorio è in gran parte desertico e disabitato). Eolico e solare potrebbero così coprire più del 90% della domanda elettrica complessiva, affidando la quota rimanente all'idroelettrico e alle biomasse, queste ultime utilizzate come fonte di riserva. Tali investimenti dovrebbero accompagnarsi a misure di efficienza energetica, soprattutto nei trasporti. La distanza rispetto agli attuali obiettivi del Governo è lampante: 20% di energia rinnovabile nel 2020. Eolico e solare, adesso, soddisfano meno dell'uno per cento del fabbisogno elettrico nazionale.