Tecnologia
Per il fotovoltaico integrato servono incentivi mirati
Secondo l'Epia, sul 40% dei tetti e il 15% delle facciate in tutta Europa si potrebbero installare pannelli solari
25 Giugno 2010
Le potenzialità del fotovoltaico nel Vecchio Continente sono elevatissime: sul 40% dei tetti e il 15% delle facciate degli edifici nei 27 Stati membri dell'Unione europea si potrebbero installare pannelli solari. Tradotto in unità di misura, avremmo circa 22mila metri quadrati di superficie con oltre 1.500 Gw di potenza complessivamente installata, capaci di produrre annualmente 1.400 TWh di energia elettrica, pari al 40% dei consumi europei nel 2020. Sono numeri destinati a rimanere sulla carta, ma l'Associazione europea dell'industria fotovoltaica (Epia, European photovoltaic industry association), nel comunicarli, ha voluto evidenziare che il solare non è una tecnologia di nicchia. Si possono raggiungere obiettivi di ampio respiro, a patto di ricevere incentivi appropriati e definire regole condivise.
La tecnologia è a portata di mano, anche in un settore poco sviluppato come il fotovoltaico totalmente integrato negli edifici (Bipv, Building integrated photovoltaic), che oltre a produrre energia può svolgere altre funzioni di solito affidate a materiali tradizionali, come l'isolamento termico e la protezione dagli agenti atmosferici. Tutto dipende dal sostegno pubblico a queste particolari applicazioni, dove i pannelli sostituiscono le coperture e le facciate degli edifici. Ci sono Paesi, come Francia e Italia, dove gli incentivi per il fotovoltaico integrato sono maggiori rispetto agli impianti tradizionali; grazie a ciò, il solare integrato rappresenta oltre un terzo del mercato complessivo. In altri Paesi, come Germania e Spagna, le applicazioni Bipv possiedono una fetta minuscola del mercato (inferiore all'uno per cento), perché non esiste un incentivo specifico per questa tecnologia molto costosa.