
I finanziatori devono tutelarsi da questi rischi e hanno il loro bel da fare, tanto che il tasso di approvazione dei finanziamenti è anche inferiore al 15% del totale. Inoltre, la “polverizzazione” dei processi di valutazione (ogni progetto dalle banche è valutato singolarmente, da advisor differenti e con differenti criteri) comporta l'impossibilità di avvalersi di percorsi standard e di ottimizzare mezzi e risorse. Infine c'è il problema delle competenze necessarie per verificare l'assenza di rischi tecnici e la correttezza dell'ipotesi di rendimento: competenze non sempre facili da reperire nel nostro Paese.
È da questi presupposti che nasce l'accordo siglato tra Icim (ente di certificazione indipendente che opera nell'ambito qualità, ambiente e sicurezza) e il Gruppo Cariparma FriulAdria, che punta a rendere più snelle le procedure di finanziamento per aziende e privati. La soluzione finanziaria di Cariparma per il settore delle rinnovabili si chiama Cariparma Energia e finanzia fino al 100% dell'investimento, con un massimo di 5 milioni di euro.
«Ci siamo resi conto che il sistema non è particolarmente efficace: una banca valuta ogni progetto senza potersi avvalere di standard, senza poter contare su uno “storico” e senza criteri oggettivi condivisi - ha spiegato a Energia24.com Paolo Gianoglio, direttore di Icim -. Questa situazione comporta un costo del sistema che inevitabilmente si ripercuote sui clienti e rende le procedure inefficienti. D'altro canto, l'installatore è interessato alla certificazione come valore non solo per il mercato ma proprio come garanzia da poter fornire alle banche. Abbiamo quindi bussato alla loro porta stipulando una convenzione con il Gruppo Cariparma che ci consente di diventare per l'Istituto l'unico advisor per tutte le valutazioni tecniche nell'ambito delle energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico e biomasse» . L'attività di advisor svolta da Icim per l'attestazione di qualità si affianca a quella di certificazione vera e propria sugli impianti, che può rappresentarne una coerente e naturale evoluzione della prima.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di creare un sistema valutativo-certificativo nel medio lungo termine: uno schema di valutazione a beneficio del mercato, degli operatori, dei progettisti e degli istituti di credito che potrebbero mettere a fattor comune elementi che riducono il rischio dell'investimento. E difatti Icim sta già guardando oltre: «Stiamo trattando con altri gruppi bancari (vi sarebbero i primi tre in Italia, ndr) ma anche con importanti società di leasing. Per questo settore, in particolare, stiamo aggiungendo ulteriori elementi che forniscano garanzie lungo il ciclo di vita di un impianto, nel momento in cui viene rivenduto». In sostanza, una sorta di “usato sicuro”.


















