Da un lato, è diminuito il numero complessivo di reati ambientali accertati (-40% nel 2009 rispetto al 2008), soprattutto nel settore della pesca e della nautica da diporto, senza però dimenticare che ciò è avvenuto anche per il minor numero di controlli svolti dalle Capitanerie di porto, da 618mila nel 2008 a 529mila nel 2009. Dall'altro lato, invece, l'abusivismo edilizio sulle coste italiane è cresciuto del 7,6% lo scorso anno, mentre l'inquinamento marino causato da scarichi fognari, cattiva depurazione e idrocarburi è salito addirittura del 45% dalla rilevazione precedente. Le regioni più colpite sono quelle del Sud, con Campania, Puglia e Sicilia nelle prime tre posizioni della classifica per il maggior numero di attività illegali.
L'Europa ci bacchetta sulle fogne
Lo scarico delle fogne senza alcuna depurazione rimane uno dei problemi più noti, anche a livello europeo, per l'Italia, su cui pende una procedura d'infrazione per il mancato trattamento delle acque reflue in 178 comuni della Penisola. Sono le regioni del Sud quelle maggiormente nell'occhio del ciclone, guidate dalla Sicilia con 74 comuni inosservanti delle regole europee, davanti a Campania, Calabria, Liguria e Puglia. Il 30% degli italiani, pari a 18 milioni di cittadini, abita in zone sprovviste d'impianti di depurazione; il 15% addirittura non può contare su una rete fognaria, riversando direttamente in mare i propri scarichi (spesso come conseguenza di abusi edilizi). In Sicilia, oltre la metà della popolazione deve scaricare le acque reflue senza trattamenti. La rete fognaria copre almeno il 90% della popolazione soltanto in Lombardia, mentre la Sardegna e la Liguria figurano in fondo alla classifica (75%).
Trivellazioni in arrivo
La preoccupazione più recente è la possibile ripresa delle trivellazioni petrolifere, concentrate nel mare Adriatico, nello Ionio e in alcune zone davanti alle coste siciliane. Diverse compagnie hanno ricevuto permessi per attività di esplorazione in 24 aree, su una superficie complessiva di circa 11mila km quadrati. L'ultimo permesso è andato a Shell Italia per prospezioni petrolifere di fronte al golfo di Taranto; ma il numero delle prossime trivellazioni potrebbe salire ancora, perché dal 2008 sono state depositate altre 41 domande che interessano oltre 23mila km quadrati di mare.
Pesca illegale e abusi edilizi
Particolarmente difficili da debellare, infine, sono le spadare, le reti per catturare i pesci spada in cui rimangono intrappolati molti altri animali marini; nonostante siano bandite nell'Unione europea dal 2002, moltissimi pescatori continuano a utilizzarle, avendo anche intascato i soldi di Bruxelles che servivano come indennizzo per la distruzione delle reti vietate. Si sono create delle organizzazioni criminali che gestiscono la pesca con le spadare, dettando le proprie regole nei mercati ittici del Mezzogiorno; nel 2009, le Capitanerie hanno sequestrato più di 133mila metri di reti. Per quanto riguarda gli abusi edilizi, la Sicilia vanta il triste primato nazionale con 749 infrazioni accertate. Il cemento illegale continua a essere una piaga per le nostre coste, in particolar modo nelle zone di maggior pregio ambientale e sulle isole minori come Ischia, Lampedusa e l'Elba.



















