Cogenerazione (400 Mw), fotovoltaico (in cantiere sei Mw di cui cinque in Puglia) e repowering degli impianti idroelettrici sono già nel piano d'investimenti. Ma l'azienda vuole puntare molto anche sulla gestione delle acque e dei rifiuti, superando gli attuali 192 milioni di metri cubi e le 935mila tonnellate. «Sempre che - avvisa il presidente Bazzano - l'Autorità inizi a garantire stabilità e sicurezza, per darci la possibilità di pianificare questi progetti in maniera industriale». In cantiere anche un progetto di mobilità sostenibile, avviato in collaborazione con l'Università di Modena, Reggio e il Politecnico di Milano, sulla gestione dell'illuminazione pubblica e degli impianti semaforici: tutti sistemi in cerca di efficienza energetica.
Giusto per non essere da meno con le altre utility italiane, ci potrebbe essere l'intenzione di partecipare ai tavoli di lavoro sul nucleare. «A patto che l'Italia - è l'appello del presidente - si organizzi sul modello finlandese e offra quote a tutti gli operatori interessati, anche per sfatare il rischio di creare un oligopolio tornando, di fatto, a una situazione di pre-liberalizzazione del mercato energetico».


















