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Eolico e solare guidano l'Europa verso il 2020
Tecnologie
Eolico e solare guidano l'Europa verso il 2020
Tra dieci anni le rinnovabili potranno soddisfare fino al 40% dei consumi elettrici, come spiega l'ultimo rapporto del Joint Research Centre
14 Luglio 2010
Riuscirà l’Europa a produrre il 20% di energia con le rinnovabili nel 2020? Sempre nuovi studi fanno il punto della situazione, tracciando le prospettive e gli obiettivi della politica energetica per i prossimi dieci anni. Secondo il rapporto Renewable Energy Snapshots appena pubblicato dallo Joint Research Centre della Commissione europea, il Vecchio Continente ha tutte le carte in regola per tagliare il traguardo, grazie soprattutto al settore elettrico. Difatti, le stime indicano un 35-40% di elettricità generata dalle rinnovabili nel 2020 (fino a 1.400 TWh), che sarebbe un contributo di vitale importanza per soddisfare l’obiettivo generale del 20% di energia verde.

Il 62% dell'energia installata è verde
Nel 2009, le fonti alternative hanno coperto quasi il 20% dei consumi elettrici europei, pari a circa 608 TWh; inoltre, il 62% di tutta la nuova capacità installata lo scorso anno (17 Gw su 27,5), proviene da impianti che sfruttano energia rinnovabile, contro il 57% nel 2008. Per il secondo anno consecutivo, l’eolico è la fonte che ha segnato l’incremento maggiore, con ben dieci Gw installati, il 37% della potenza complessiva entrata in funzione nel 2009. In seconda posizione ci sono le centrali a gas (24% della nuova capacità costruita), tallonate dal fotovoltaico (21%); seguono le centrali a carbone (8,7%), poi biomasse e petrolio (2% per ognuna di queste due fonti), inceneritori e impianti nucleari (1,6%), idroelettrico (1,4%) e solare termodinamico (0,4%).

Raccomandazioni per le rinnovabili
Considerando, invece, quel 20% di elettricità prodotta con le rinnovabili nel 2009, il peso maggiore (11,6%) spetta all’idroelettrico, la fonte più matura e ampiamente sfruttata, tanto da possedere margini di crescita piuttosto esigui a differenza di eolico, solare e biomasse. Proprio queste ultime tre fonti potranno continuare a svilupparsi da qui al 2020, a patto di assicurare sussidi e incentivi alle tecnologie più dispendiose, come il solare fotovoltaico e termodinamico. Il punto, come segnala il rapporto della Commissione, è che si possono ridurre i costi soltanto aumentando la produzione e quindi le installazioni. Un altro aspetto cruciale riguarda le reti elettriche, che dovranno essere potenziate per accogliere e distribuire senza sprechi tutta l’energia rinnovabile che arriverà dai nuovi impianti.

Eolico protagonista
Il rapporto si concentra su quattro settori (eolico, fotovoltaico, solare termodinamico e biomasse), escludendo le tecnologie ancora in via di sperimentazione, che solo fra qualche anno saranno capaci di garantire un contributo più consistente al mix energetico, come i sistemi che sfruttano i moti ondosi e le maree. L’eolico ha già superato l’obiettivo stabilito dal White Paper per il 2010 (40 Gw), sfiorando i 75 Gw di capacità complessivamente disponibile nel 2009. L’associazione europea del settore pensa di raggiungere i 230 Gw nel 2020, di cui 40 con impianti offshore, in grado di assicurare circa il 20% della domanda elettrica europea a quella data.

Insieme al fotovoltaico
Anche il fotovoltaico sta segnando continui record: la potenza totale installata ha toccato i 16 Gw nel 2009, mentre nel 2010 si prevedono altri dieci Gw aggiunti in tutta Europa. Questo farebbe superare di circa nove volte il traguardo fissato dal White Paper. Già lo scorso anno, l’associazione europea del fotovoltaico aveva dichiarato che il solare potrebbe soddisfare il 12% dei consumi elettrici europei nel 2020, con una capacità complessiva pari a 350 Gw. Il settore dovrebbe crescere mediamente del 36% l’anno, un tasso di sviluppo inferiore a quello mostrato negli ultimi otto anni. Il solare termodinamico è ancora in uno stato embrionale, con diversi progetti soprattutto in Spagna, ma il rapporto stima 30 Gw di potenza disponibile tra dieci anni (ora sono appena 430 Mw).
 
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