Fonti fossili
La domanda globale di greggio rallenterà nel 2011
La Cina, in particolare, diminuirà la sua richiesta per la riduzione del pacchetto di stimoli economici
15 Luglio 2010
La crescita della domanda cinese di petrolio rallenterà in una misura attorno al 4% nella seconda metà dell'anno (dal 14% dei primi sei mesi), a seguito del graduale abbandono da parte di Pechino dei programmi di stimolo economico. Lo riferisce l'Agenzia internazionale per l'energia (Iea) nel suo rapporto mensile. Il Governo cinese sta cercando di porre freni alla crescita economica, dopo il balzo del Pil dell'11,9% nei primi tre mesi del 2010 e la crescita dell'inflazione in maggio al di sopra della soglia del 3%. La crescita nel consumo di petrolio nel secondo semestre sarà inferiore al 14% stimato per i primi sei mesi dell'anno, in particolare dopo che Pechino ha iniziato ad apprezzare gradualmente lo yuan contro il dollaro.
Un rallentamento di tale entità comporterebbe che la domanda cinese di petrolio nel 2010 si aggiri attorno ai 9,13 milioni di barili al giorno, in rialzo del 9,1% sull'anno precedente.
Per quanto riguarda la domanda mondiale di petrolio, prevede la Iea, nel 2011 è attesa in aumento di 1,3 milioni di barili al giorno (+1,6%) contro una crescita prevista del 2,1% per quest'anno. Nonostante il tasso di crescita economica mondiale più alto previsto per il prossimo anno, la Iea sostiene infatti che l'impatto combinato della migliore efficienza energetica delle nazioni industrializzate e l'allentarsi dei piani di stimolo economico dei mercati emergenti, come appunto la Cina, rallenterà il ritmo dei consumi petroliferi.