
Come appunto quella dell'AP1000, tecnologia americana prodotta dalla Westinghouse Electric Company di Pittsburgh. «Diciamo che si consolida l'interesse italiano verso tecnologie più piccole e complementari a quelle francesi - ha detto Saglia -. Alla luce di questa impostazione, secondo il sottosegretario l'Italia potrebbe "essere nucleare" per il 2019. «Entro il 2013 completeremo le fasi autorizzative - ha precisato il sottosegretario- e le nuove otto centrali potrebbero essere in esercizio nel 2019. Le prime difficoltà politiche sono state superate. Le centrali saranno fatte d'intesa con le Regioni. Ovviamente ci sarà da costruire un consenso, ma la via imboccata è chiara. Sicuramente chi ospiterà le centrali avrà vantaggi economici e forniture di energia gratuite. Diciamo che la prima lampadina è stata accesa». «Stiamo procedendo - ha aggiunto il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo -. Abbiamo impiegato due anni per far partire l'Agenzia per la Sicurezza, ma direi che adesso siamo lì. Entro due, massimo tre anni potremo posare la prima pietra di una nuova centrale».
La trasferta americana ha portato delle novità anche sul fronte della distribuzione dell'energia: secondo quanto emerso dal forum il modello di smart grid messo a punto dall'Italia in accordo con la Corea del Sud è considerato all'avanguardia nel mondo e gli Stati Uniti sono molto interessati ad acquisire queste tecnologie. Il progetto specifico è denominato Isgan - International Smart Grid Network e, grazie ai finanziamenti dei diversi paesi che vi aderiranno, sponsorizzerà le attività volte all'accelerazione della diffusione delle reti intelligenti e cercherà di stabilire un quadro comune per valutarne gli impatti e i benefici. «Stati Uniti e Belgio hanno aderito al programma, che in Corea del Sud è già operativo a livello sperimentale» - ha detto il sottosegretario Saglia. La Smart Grid si fonda su una tecnologia che consente i introdurre "contatori digitali" che rendono la rete elettrica interattiva, cioé intelligente. Su questo progetto l'Italia intende investire 31 milioni di euro in cinque anni. «A livello sperimentale il sistema riguarda per ora quattro regioni - hanno spiegato Saglia e Prestigiacomo -. Cominciamo da Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Ma stiamo ottenendo grande successo a livello internazionale. A questo programma hanno già aderito Canada, India, Giappone, Regno Unito e la Commissione Europea».


















