
A rimarcare l'evidenza arriva ora un documento ufficiale dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. L'ente sottolinea come nel settore elettrico, a tre anni dalla completa apertura del mercato, oltre 3,2 milioni di famiglie (circa l'11,2% del totale) e 1,2 milioni di piccole aziende (il 16,1% del totale) abbiano già cambiato fornitore, scegliendo fra le diverse opportunità offerte dal mercato. In totale, quindi, dal luglio 2007 sono circa 4.424.000 (il 12,2%) gli utenti che hanno scelto il mercato libero e i cambi di fornitore sono aumentati del 4% nell'ultimo anno, a conferma del positivo sviluppo della concorrenza. Inoltre, altre 1.341.600 imprese avevano cambiato fornitore nel periodo 1 luglio 2004 - 30 giugno 2007. Complessivamente, quindi, le imprese che hanno cambiato fornitore sono 2.560.600, cioè circa il 34% del totale.
A questi dati si contrappongono invece i numeri (più statici) del gas. Qui, nonostante il mercato sia liberalizzato da molto più tempo (dall'inizio del 2003), solo 800mila famiglie ( il 4% del totale) hanno scelto il mercato libero e i cambi di fornitore (famiglie e aziende) non superano il 7%. Secondo l'Autorità è evidente come nel gas il mercato sia ancora poco efficiente e in forte ritardo nello sviluppo della concorrenza e delle infrastrutture.
Le forti asimmetrie tra i due mercati, commenta l'Autorità, sono legate alla presenza, nel settore del gas, di un operatore dominante (Eni) che controlla ancora il 92% delle infrastrutture di import e il 65% delle immissioni sul mercato nazionale. Nel settore elettrico, invece, la quota nazionale dell'operatore ex monopolista dominante (Enel) si è ridotta al 30 per cento e sul mercato sono entrati nuovi operatori che hanno indotto anche un aumento della capacità di produzione. Tra le asimmetrie, che differenziano i settori elettrico e gas va ricordata anche quella riguardante la terzietà delle reti di trasporto: per il mercato elettrico è stata già opportunamente attuata, con vantaggi per i consumatori, la separazione proprietaria di Terna da Enel. Nel settore gas, invece, Snam Rete Gas è ancora controllata da Eni.
Alla ferma presa di posizione dell'Autorità ha risposto prontamente proprio l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Il manager ha sottolineato che come per il gas le imprese italiane hanno pagato un prezzo sostanzialmente in linea con il mercato europeo mentre l'elettricità costa molto di più. “Siccome per i consumatori contano i prezzi - ha commentato Scaroni - mi sembra che la posizione dell'autorità non tuteli adeguatamente gli interessi dei consumatori”.


















