
Nel dettaglio, ecco quanto riporta l'Autorità per l'energia elettrica e il gas in una delibera che risale al giugno scorso ma che è stata pubblicata di recente sul sito ufficiale. Gli oneri nucleari per il 2009 sono pari a 217,42 milioni di euro, di cui 56,70 milioni di euro di costi esterni delle attività di decommissioning, pari ai costi presentati nei consuntivi Sogin 2009, e al netto dei costi di project management non riconducibili alle attività commisurate. Altri 61,82 milioni sono serviti per costi esterni per la chiusura del ciclo del combustibile, e il resto tra costi efficientabili (86,37 milioni di euro), ammortamenti (6,6 milioni), sussudio alle politiche di esodo del personale Sogin (3,75 milioni) e altre attività “connesse e conseguenti”. “I ricavi derivanti dalle attività di smantellamento e di valorizzazione dei siti e delle infrastrutture esistenti presentati nei consuntivi Sogin 2009 - precisa l'Authority - concorrono alla copertura dei costi riconosciuti dall'Autorità nella misura dell'80%”. Ma la cifra è pari soli a 0,10 milioni di euro.
Ecco, invece, i costi di quasi un anno di sovvenzioni al fotovoltaico (tra ottobre 2008 e agosto 2009) relativi in parte al primo e in parte al nuovo (il secondo) Conto energia. Nel periodo considerato, precisa il Gse, “l'incremento delle convenzioni attive ha generato un aumento rilevante degli incentivi erogati che complessivamente ammontano a circa 144 milioni di Euro. Nell'analogo periodo dell‟anno precedente i contributi erogati sono stati pari a 39 milioni di Euro”.
Questi contributi generano anche entrate per il fisco: “In applicazione della normativa fiscale vigente, il Gse deve applicare, laddove previsto, una ritenuta d'imposta del 4% sul valore dell'incentivo erogato. Nel periodo preso in esame sono state operate circa diciottomila ritenute per un ammontare di 3.450.000 euro, che Gse ha provveduto a versare all'Erario in qualità di sostituto di imposta. Al 31 agosto 2009 i soggetti a cui viene applicata la ritenuta sono oltre 3500”.
Che si faccia parte o meno del "partito" del nuovo nucleare italiano (senza contare che il decommissioning dei vecchi impianti va comunque fatto), è difficilmente sostenibile affermare che, almeno sin'ora, gli incentivi per le energie pulite ci sono costati troppo.


















