Secondo Valeria Verga, segretario generale di Assolterm, l'associazione di categoria del solare termico, "Il decreto legislativo ha avuto il merito di riequilibrare l'attenzione nei confronti delle termiche, rendendo obbligatorio installare queste tecnologie sui nuovi edifici. Un provvedimento che porterà a un nuovo sistema incentivante per queste fonti, probabilmente uno specifico Conto energia i cui costi verranno spalmati sulle bollette del gas". Una novità che continuerà a sostenere il solare termico anche dopo la fine della detrazione fiscale del 55%, destinata a chiudersi il 31 dicembre 2011. Il mercato italiano del solare termico è passato, con l'introduzione della detrazione, dai circa 350mila metri quadrati annuali nel 2007 agli attuali 500mila m2 del 2010. Il settore oggi ha un giro d'affari di circa 500 milioni di euro, con un occupazione diretta di 5mila addetti.
Se però si considera l'installato per abitante - spiega ancora l'associazione - le cose non vanno ancora benissimo: l'Italia può contare su 0,04 m2 di collettori pro capite contro gli 0,43 dell'Austria e una media europea di 0,06 m2/abitante. Il nuovo decreto legislativo obbligherà a installare fonti rinnovabili non elettriche nei nuovi edifici o in caso di ristrutturazioni sostanziali, in modo da soddisfare almeno il 50% del fabbisogno di acqua calda e una percentuale minima dei consumi termici totali (20% nel 2012, 30% nel 2014 e 50% a partire dal 2017). "Obblighi ambiziosi - ha fatto notare Valeria Verga - che però purtroppo non valgono per le ristrutturazioni minori e per quelle limitate agli impianti termici, neppure per le aree sottoposte a vincolo e solo in parte nei centri storici".















