Politiche energetiche
Dubai scommette sul solare
Nell'emirato è stato inaugurato un mega progetto basato su fotovoltaico e Csp. L'obiettivo è aumentare la quota delle rinnovabili nel mix elettrico
26 Gennaio 2012
A Dubai si investe anche sulle energie rinnovabili. Nell'Emirato è stato recentemente inaugurato un progetto pionieristico per la produzione di energia solare, che porterà proprio il nome dell'emiro Muhammad Bin Rashid Al Maktoum. Articolato in una sezione adibita al fotovoltaico e in un'altra dedicata alle tecnologie Csp (Concentrated solar power), il parco avrà una capacità di energia di 10 MW dal 2013, hanno spiegato le autorità dell'emirato, ma nel 2030 si dovrebbe arrivare addirittura a 1.000 MW. Il parco solare, un investimento da 2,5 miliardi di euro, rientra nel quadro di diversificazione energetica avviato da Dubai per svincolarsi dalla pesante dipendenza dalle risorse tradizionali. Gli attuali 7.361 MW di capacità installata assicurati dalla Diwa, l'Autorità per l'acqua e l'elettricità, dipendono esclusivamente da gas e idrocarburi.
«Gli Emirati mirano a realizzare lo sviluppo sostenibile e a creare un'economia competitiva per un futuro meno dipendente dalle risorse petrolifere, attraverso le fonti di energia rinnovabili - ha dichiarato il presidente del Consiglio supremo per l'energia di Dubai, lo sceicco Ahmad bin Said Al Maktoum -. Assicurare erogazioni di energia da fonti sostenibili è uno dei principali obiettivi della Strategia di Dubai integrata per l'energia 2030 ». L'obiettivo della programmazione energetica dell'emirato è infatti che, entro il 2020, l'1% dell'elettricità prodotta provenga da fonti rinnovabili, mentre per il 2030 si punta a elevare il contributo al 5%. Per quella data la restante quota del fabbisogno dovrebbe provenire per il 12% dall'energia nucleare, per il 12% dal carbone pulito e, in misura maggioritaria, dal gas. Dubai è uno dei sette Emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, uno dei Paesi al mondo con il più alto tasso di inquinamento ambientale.