Mobilità
Un milione di auto a idrogeno nel 2020, ma dei distributori non c'è traccia
L'Europa vorrebbe puntare sulle vetture alimentate dalle celle a combustibile, secondo McKinsey
18 Gennaio 2012
Il futuro è quanto mai incerto anche per l'auto a idrogeno. Come se non bastassero i timori dal salone di Detroit sulle vendite dei veicoli elettrici, le case automobilistiche dovranno fare i conti con le difficoltà per lanciare sul mercato le vetture alimentate da celle a combustibile. Queste ultime, lo ricordiamo, convertono l'energia chimica di un combustibile (tipicamente l'idrogeno) in elettricità, senza combustione termica. Le celle, quindi, diversamente dalle batterie non contengono energia, immagazzinata invece in serbatoi. Come riporta il sito EurActiv, citando un recente rapporto McKinsey, le vendite di mezzi a idrogeno in Europa potrebbero raggiungere le 100.000 unità nel 2015, per poi salire a un milione nel 2020. Nel 2050, la loro quota complessiva di mercato potrebbe essere pari al 25% nel Vecchio continente. Bisognerà però investire almeno tre miliardi di euro nella prossima decade e poi una cifra simile ogni anno fino al 2050, per sviluppare le infrastrutture nelle stazioni di servizio e creare una rete di distribuzione dell'idrogeno.
Quali sono i vantaggi di questo combustibile rispetto alla trazione elettrica con batterie? L'idrogeno garantisce una maggiore autonomia, emettendo livelli molto bassi di CO2. I costruttori potrebbero adattare facilmente i modelli già in commercio per alloggiare le celle e i serbatoi; anche i problemi di sicurezza (l'idrogeno è molto infiammabile) sembrano in buona parte risolti, stando a quanto riportato da EurActiv. L'ostacolo principale è la totale assenza di distributori sul territorio europeo, dove rifornire queste vetture. Si ripete così la trafila dell'auto elettrica: progettare e costruire i modelli, creare un mercato, convincere gli automobilisti, lanciare gli incentivi, sviluppare una rete di rifornimento (proprio come i mezzi elettrici hanno bisogno di colonnine di ricarica in luoghi pubblici oltre che privati). L'esito dell'idrogeno, quindi, dipenderà non solo dai progetti dell'industria automobilistica ma anche, e forse soprattutto, dal sostegno politico agli investimenti nel settore.