Ora è arrivata una dichiarazione congiunta del ministro greco degli Esteri e di quello dell’Energia. «Il Governo ellenico sostiene in modo fermo e risoluto il completamento della linea Itgi. Crediamo che questo progetto sia un contributo essenziale per la necessità europea di variare le fonti energetiche, perché si tratta di uno dei piani più avanzati quanto a studi di fattibilità svolti e permessi acquisiti». Tanto che i ministri hanno liquidato gli altri progetti nella regione, ritenendo che non siano ancora maturate le condizioni per siglare accordi specifici. L’assist per i vertici di Edison e Depa è perfetto. Così ha commentato Harry Sachinis, presidente e amministratore delegato di Depa: «Apprezziamo molto la dichiarazione dei ministri degli Esteri e dell’Energia greci. È un’ulteriore conferma che Itgi è la soluzione più credibile, affidabile e realizzabile per aprire, in partnership con il consorzio Shah Deniz II, il corridoio Sud del gas ai mercati europei».
Nelle scorse settimane, la Turchia si era inserita con decisione in questo scacchiere in perenne mutamento, muovendo la pedina dell’accordo con l’Azerbaijan per costruire la linea Trans Anatolia dalla capacità pari a 16 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Ankara sa benissimo che il suo ruolo è decisivo, perché tutti i progetti in lizza prevedono il passaggio in territorio turco. Sta di fatto che da Shah Deniz II arriveranno dieci miliardi di metri cubi per il mercato europeo dal 2017: quindi, almeno per ora, c’è spazio per un solo gasdotto.



















