«La fusione nucleare è uno dei settori scientifici dove l'Italia ha una leadership manifesta - ha spiegato il responsabile del programma fusione dell'Enea, Aldo Pizzuto - e auspichiamo che si prendano al più presto decisioni sul futuro del programma italiano». Fast è una macchina pensata per studiare e testare i materiali per i futuri impianti per generazione di energia elettrica dalla fusione nucleare e validare alcune teorie sulla fisica dei plasmi e i sistemi di sicurezza. La realizzazione di Fast, ha aggiunto Pizzuto, permetterebbe la riduzione dei tempi e dei costi della realizzazione del reattore sperimentale a fusione Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), oltre a importanti ricadute in ambito industriale. «I costi di Fast - ha spiegato ancora Pizzuto - sono stimati attorno ai 300 milioni, di cui il 40% da contributi europei».
Da un punto di vista tecnico, i gas di idrogeno presenti all'interno dell'anello del reattore saranno tenuti distanti dalle pareti, confinati da potenti magneti, e portati a temperature così elevate da provocare la fusione dei nuclei degli atomi di idrogeno e un grande rilascio di energia, in pratica lo stesso fenomeno che avviene all'interno delle stelle. A differenza dei processi di fissione, dove atomi molto pesanti vengono 'rotti', la fusione ha caratteristiche tali da risultare molto sicura, con una bassa produzione di scorie radioattive e soprattutto utilizza l'idrogeno, l'elemento più abbondante dell'Universo.



















