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Nel frattempo, ha precisato Potocnik, la Commissione comincerà a sbloccare una parte dei fondi Ue di coesione per lo sviluppo regionale che erano stati congelati, proprio in attesa del nuovo piano. Bruxelles, tuttavia, ha puntualizzato il commissario, manterrà un controllo stretto sull'uso di questi finanziamenti, che dovrà essere coerente con le priorità stabilite dalla gerarchia fra i modi di gestione dei rifiuti stabilita dalle norme comunitarie (prima prevenzione, poi riuso, quindi riciclaggio nelle varie forme, compreso il compostaggio, poi incenerimento con recupero di energia e infine, come ultima soluzione, la discarica).
« L'Italia - ha però avvertito il commissario - non ha ancora applicato la sentenza della Corte Ue -. La situazione non è ancora stabile, e noi stiamo continuando a preparare il nuovo ricorso». Potocnik, tuttavia, ha definito il nuovo piano inviato a Bruxelles lo scorso 16 gennaio come "un passo avanti importante".



















