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«Le detrazioni fiscali del 55% su 10 anni e con orizzonte temporale che non supera mai l'anno non sono più appetibili per l'utente finale», ha spiegato Sergio D'Alessandris. In particolare, secondo Assolterm, le esenzioni fiscali sono state un ottimo strumento e potrebbero esserlo ancora, ma non è più pensabile avere un incentivo che, da una parte, si rinnova di anno in anno - privando l'industria di un adeguato orizzonte temporale per poter programmare gli investimenti -, e, dall'altra, impone all'utente finale un recupero del 55% dell'investimento iniziale in ben 10 anni. Da qui la richiesta di tempi di ritorno più brevi o, perlomeno, di una maggiore flessibilità complessiva.
Altro fronte caldo è quello del cosiddetto "conto energia termico", di cui ormai si parla da più di un anno. L'ultima bozza circolata, però, non piace agli operatori del settore termico perché, oltre ad avere tariffe basse (che coprono molto meno del 55% coperto dalle detrazioni fiscali), si rivolge soltanto ai soggetti pubblici. Bocciatura anche per il tanto atteso Fondo rotativo di Kyoto, che anche in questo caso restringe i finanziamenti per il solare termico esclusivamente al settore pubblico, lasciando fuori privati cittadini e imprese.
Eppure il sostegno al comparto non sarebbe a fondo perduto: secondo Robin Welling, per ogni euro investito in termini di incentivi nel solare termico si avrebbe un ritorno locale di 1,40 euro. «Il 2020 è dietro l'angolo - si legge in una nota diffusa da Assolterm - e gli obiettivi delineati nel Piano d'azione per le energie rinnovabili sono raggiungibili, ma soltanto a patto che si metta in campo un sistema integrato ed efficace di misure che non possono e non devono essere viste come un mero costo. E non stiamo parlando solo di incentivi. Siamo così certi che la nostra sia una tecnologia di qualità, affidabile, efficiente, semplice e versatile che pensiamo che anche un incentivo basso potrebbe bastare se si investisse in una buona campagna di informazione e sensibilizzazione diretta all'utente finale».















