
Maturata due anni fa all'interno di Italgrob, l'operazione intende valutare la fattibilità di un progressivo ritorno al “vetro a rendere” nel canale del fuori casa e prevede una prima fase di sperimentazione che partirà entro la fine dell'anno. Il progetto pilota coinvolgerà alcune città campione del Nord, del Centro e del Sud Italia, dove bar e pubblici esercizi introdurranno la vendita di bevande in vetro a rendere predisposte dai marchi aderenti. E' prevista anche la stretta collaborazione dei consorzi di raccolta e smaltimento rifiuti delle città aderenti, cui spetterà il compito di fornire i dati sugli andamenti delle quantità di spazzatura prodotta.
Grazie al coinvolgimento di Savno, la prima zona a dare il via alla sperimentazione sarà la provincia di Treviso, con il comune di Conegliano Veneto come capofila, ma entro pochi mesi il progetto verrà esteso ad altre città, come Ancona e Salerno. In fase di trattativa è invece l'attivazione del progetto anche in alcuni quartieri di Roma.
“Vetro indietro” si rifà, di fatto, alle buone abitudini passate, stimolando il ritorno all'utilizzo di contenitori in vetro a rendere per le bevande destinate al canale Horeca (Hotellerie, Restaurant e Café), il circuito che comprende tutti i consumi di alimenti e bevande effettuati fuori dalle mura domestiche. Lo spirito, però, è nuovo, coinvolgendo in primo luogo gli operatori economici del settore e i consumatori, virtualmente presenti tramite Legambiente.
I dati raccolti (sulle vendite, sui costi, sui rifiuti prodotti)saranno elaborati dal Centro Interdipantimentale Ideas per lo sviluppo sostenibile dell'Università Ca' Foscari di Venezia. I risultati che emergeranno da questa fase di sperimentazione serviranno anche per allargare il tavolo di lavoro coinvolgendo le Istituzioni nazionali e comunitarie per uno sviluppo sostenibile e una riqualificazione di tutto il canale dei consumi fuori casa.



















