L'esponente del Governo, segnala l'Agenzia Ansa, ha replicato duramente: «Greenpeace cerca pubblicità a basso costo e invece di raccontare favole e raccogliere firme potrebbe cominciare a dire la verità ai suoi associati: questo governo fa molto per l'ecologia, mentre il fondamentalismo fa male all'ambiente. In Italia, già da tempo, infatti - sottolinea la Prestigiacomo - tutte le case produttrici raccolgono e riciclano i rifiuti elettrici ed elettronici attraverso un sistema pro-quota. Ciascuno, cioè, deve recuperare una quantità uguale a quella che ha immesso, anche di marche differenti. Questo sistema e' basato sul lavoro di oltre 15 consorzi che procedono a pieno regime».
«Il sistema italiano - riferisce ancora il ministro dell'Ambiente - è pronto ad avviare tutto l'iter di perfezionamento della raccolta non appena la Commissione europea, con una decisione ancora ferma a Bruxelles, sbloccherà la cosiddetta marcatura degli elettrodomestici che consiste in un codice di identificazione del produttore da applicare su ogni singolo prodotto elettrico o elettronico per consentire a ogni impresa di raccogliere le proprie apparecchiature. A quel punto i consumatori saranno più garantiti, ma già oggi sono assistiti da una rete efficace sulla quale il ministero dell'Ambiente conduce una vigilanza assidua».



















