
Una quantità decisamente troppo alta, che fa da premessa alle considerazioni che l'Agenzia espone nella recente relazione “Risorse idriche in Europa - affrontare il problema della carenza idrica e della siccità”: il consumo eccessivo di acqua rischia di compromettere quantità e qualità delle risorse a disposizione, oltre alla salute degli ecosistemi che ne dipendono. In generale, mentre nel sud dell'Europa continuano a sussistere i maggiori problemi dovuti a carenza di acqua, lo stress idrico è in aumento anche in alcune regioni del nord. Anche in questo campo, come in quello energetico, è quindi necessario diminuire la domanda e al contempo aumentare l'efficienza.
Proprio il settore dell'energia, tra l'altro, si conferma come il principale agente idrovoro: in media nel Vecchio Continente il 44 % dell'acqua è utilizzato la produzione elettrica, il 24 % per l'agricoltura, il 21 % per l'approvvigionamento idrico pubblico e l'11 % per l'industria. Sia nella produzione energetica che in quella industriale, tuttavia, si è registrato un calo di consumo negli ultimi 10-15 anni, dovuto anche all'introduzione di tecnologie più efficienti. Inoltre quasi tutta l'acqua utilizzata per il raffreddamento delle centrali elettriche è reimmessa in circolazione, a differenza di quanto succede in campo agricolo.
Attualmente l'Aea calcola che le acque di superficie come laghi e fiumi forniscano l'81 % del totale delle acque dolci estratte in Europa, costituendo la fonte idrica principale per l'industria, l'energia e l'agricoltura. Invece, l'approvvigionamento idrico pubblico dipende principalmente dalle acque sotterranee perché generalmente sono di migliore qualità. Sulla desalinizzazione, alternativa alle fonti convenzionali sempre più utilizzata anche in Europa (soprattutto in Spagna), l'Agenzia ammonisce che nella valutazione dell'impatto globale va tenuto conto del suo elevato fabbisogno energetico e dell'accumulo di fluidi salini scarti del trattamento.
Tra le principale misure a favore della riduzione della domanda e dell'efficienza, l'Aea punta il dito innanzitutto sull'importanza di contenere le perdite delle infrastrutture di approvvigionamento idrico, che in alcune zone d'Europa possono superare il 40% della fornitura totale. Secondo l'Agenzia è inoltre necessario per tutti i settori un tariffario in funzione del volume utilizzato. Bisogna poi migliorare l'efficienza idrica in agricoltura, lavorando sulla selezione delle colture e sui metodi di irrigazione, e fare attenzione all'ubicazione di colture per la bioenergia che richiedono molta acqua. Deve essere infine incentivato l'utilizzo di forniture alternative di acqua, come le acque reflue trattate o le acque piovane raccolte.



















