
Certo, le aziende dovranno affrontare alcune sfide legate ai fattori che stanno influenzando l'economia mondiale, quali le scarse risorse finanziarie e il basso livello di fiducia da parte degli investitori. Le imprese dovranno anche combattere i problemi associati a profitti in calo e la crescente competizione che in alcuni casi potrà portare a una guerra dei prezzi in alcuni settori dell'energia verde.
In Frost & Sullivan sono convinti, tuttavia, che non si ripeterà quanto successo negli anni 70 e 80, quando l'investimento nelle energie rinnovabili crollò a seguito della caduta nei prezzi del petrolio. Questo perché questi prezzi potrebbero aumentare sulla spinta dei costi crescenti nella esplorazione e produzione a seguito della maggior domanda da parte dei Paesi in via di sviluppo. Inoltre, l'energia rinnovabile è uno strumento indispensabile nella riduzione delle emissioni di biossido di carbonio, e molti governi hanno riaffermato il loro supporto a quest'industria nonostante il periodo difficile.
Secondo la società di analisi, tra gli operatori di mercato più vulnerabili vi sono, oltre ai più piccoli e presumibilmente in difficoltà nel trovare fonti di rifinanziamento, anche le società che usano tecnologie ancora in fase di sviluppo. Sono inoltre a rischio i fornitori di equipaggiamenti concentrati soltanto su una certa area geografica o un solo gruppo di clienti e che offrono prodotti non differenziati. Potranno invece trarre vantaggio da questo periodo di crisi i produttori di soluzioni e componenti unici, con una presenza globale di mercato e focalizzata soprattutto alle centrali rinnovabili già in funzione. Futuro roseo anche per le società che offrono soluzioni incentrate sullo sviluppo dell'efficienza.



















