
Germania e Ungheria al top
Due direttive (2001/77/EC e 2003/30/EC) avevano stabilito gli obiettivi nazionali per ciascuno stato. Nonostante questo, soltanto la Germania e l'Ungheria hanno già assicurato le rispettive quote di energia rinnovabile nel settore elettrico (12,5% e 3,6%), mentre nove paesi - tra cui Austria, Finlandia e Francia - sono distanti oltre sei punti percentuali dai loro obblighi teorici. L'Austria, ad esempio, produceva il 61% di energia pulita sul totale del suo consumo nel 2006, dovendo però arrivare al 78% nel 2010; l'Italia era al 18,3% nel 2006 con un obiettivo del 22,5% per il prossimo anno.
I colli di bottiglia
Il documento indica, inoltre, i principali colli di bottiglia che sbarrano il flusso delle energie alternative. Pollice verso sulle procedure amministrative, troppo lunghe e farraginose; idem per i collegamenti alle reti elettriche, spesso inadeguate a gestire la produzione discontinua tipica delle fonti rinnovabili. Servirebbe, soprattutto, maggiore stabilità nel quadro normativo e certezza delle tariffe; anche le procedure d'infrazione contro gli Stati membri (61 casi dal 2004 di cui ben 13 per l'Italia) sono perlopiù inefficaci.
I biocarburanti avanzano
Passando al settore dei trasporti, la quota dei biocarburanti era pari al 2,6% del totale nel 2007, con una crescita dell'1,6% dal 2005 al 2007 mentre nei due anni precedenti era stata dello 0,5 per cento. A questi ritmi, l'Europa dovrebbe sfiorare l'obiettivo del 5,75% fermandosi al 5% nel 2010. Il biodiesel valeva il 75% dei biocarburanti nel 2007, seguito dal bioetanolo (15%); il restante 10% era fornito da oli vegetali e biogas. Germania, Malta e Ungheria sono i paesi più vicini all'obiettivo, mentre l'Italia figura tra le ultime posizioni con appena lo 0,5% di quota verde sul totale dei biocarburanti.
Occhi puntati sul 2020
L'Europa, così, guarda già al futuro. Posto che i traguardi del 2010 non saranno tagliati, la Commissione ha messo a fuoco gli impegni per i prossimi anni. La nuova Direttiva sulle rinnovabili - parte del pacchetto clima-energia 2020 - rafforzerà il quadro legislativo per accelerare la produzione di energia pulita. Gli Stati membri dovranno elaborare per il 2010 dei piani nazionali, indicando le misure e tecnologie che intenderanno adottare. Si cercherà in questo modo di eliminare le diverse velocità che hanno finora caratterizzato il cammino europeo verso le rinnovabili. Nel settore elettrico, per esempio, sei paesi hanno incrementato la loro quota verde di almeno due punti percentuali dal 2004, mentre altri sette sono rimasti stagnanti o addirittura hanno diminuito il loro apporto.


















