
Italia al sesto posto mondiale
Ci sono già 3.588 aerogeneratori distribuiti sul territorio nazionale, che nel 2008 hanno prodotto circa 6,5 Twh, pari al fabbisogno di 6,5 milioni di persone. L'Italia, inoltre, è arrivata nel 2008 al sesto posto mondiale per potenza eolica installata con 3.750 Mw, davanti alla Francia con 3.400, secondo un recente studio della Bocconi per il Gestore dei servizi elettrici. Il nostro paese ha più che triplicato la potenza dal 2004 allo scorso anno, anche se il suo tasso di crescita rimane inferiore a quello dei paesi leader in Europa (Germania e Spagna) e in altri continenti (Stati Uniti, Cina e India).
Regioni a più velocità
Per quanto riguarda le singole regioni italiane, la Puglia guida la classifica dell'eolico con 946 Mw, seguita dalla Sicilia (791 Mw), Campania (688), Sardegna (467) e Basilicata (209). Calabria, Molise e Abruzzo superano i 100 Mw, mentre la Toscana si ferma a 42; sotto i 15 Mw ci sono Liguria, Lazio, Emilia-Romagna e Umbria. L'Anev stima che la Puglia possa superare i 2mila Mw nel 2020, occupando oltre 11mila persone; la Sicilia potrebbe arrivare a 1.900 Mw con 7.537 occupati e la Campania a 1.915 Mw con 8.738 posti di lavoro.
Il vento divide i tutori del paesaggio
L'eolico, però, è di nuovo al centro delle polemiche tra Italia Nostra e Anev, che nei giorni scorsi ha firmato un accordo con Greenpeace e Legambiente per lo sviluppo dell'energia del vento nel nostro paese. Italia Nostra, infatti, sostiene la battaglia anti eolico dell'Epaw (European platform against windfarms), l'ong che intende presentare una moratoria al parlamento europeo contro le nuove centrali. Il fronte del no si coagula intorno a vari punti, in particolare il rapporto sfavorevole tra costi e benefici dell'eolico e il deturpamento del paesaggio.
Le due associazioni ambientaliste, invece, sono favorevoli a questa tecnologia, a patto che rispetti regole chiare e omogenee su tutto il territorio nazionale, evitando scempi di ecosistemi naturali. Pippo Onufrio, direttore delle campagne italiane di Greenpeace - citato dall'agenzia Ansa - ha ricordato che il rapporto dell'Agenzia europea dell'Ambiente evidenzia le ingenti potenzialità dell'eolico, considerato in costante evoluzione tecnica, tanto da produrre sempre più energia a costi minori e senza ingrandire le turbine. Mentre Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, ritiene che l'eolico «sia il futuro dell'Italia», il presidente dell'Anev, Oreste Vigorito, ha denunciato la mancanza di regole valide in tutte le regioni. Il Governo, infatti, deve ancora emanare le Linee guida per l'approvazione dei progetti per le fonti rinnovabili, previste da un decreto legislativo del 2003.



















