
- SolarExpo, il fotovoltaico continua la sua corsa
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- Nel fotovoltaico c'è spazio per gli impianti di grande taglia
- Nel 2008 il fotovoltaico mondiale è cresciuto del 110%
- La recessione non intacca la crescita del fotovoltaico
Presupposto essenziale per scavalcare queste barriere è un mix di misure, sia politiche sia delle aziende produttrici, volte a sostenere il fotovoltaico nel suo percorso di crescita. Nel 2008, l'Europa ha installato 4,5 Gw di nuova potenza fotovoltaica, che corrisponde al 19% di tutta la capacità elettrica introdotta lo scorso anno nel vecchio continente. Nessun'altra fonte riesce a tenere ritmi di sviluppo così elevati. Lo studio, inoltre, ritiene che i prezzi degli impianti potranno scendere almeno dell'8% ogni dodici mesi, più che dimezzando i costi di generazione nei prossimi otto anni.
Cambio di paradigma
La ricerca esamina tre diversi scenari per il fotovoltaico nel 2020: secondo il modello “business as usual” il solare potrà soddisfare il 4% dei consumi europei, salendo al 6% con uno sviluppo più accelerato. Poi c'è il cosiddetto “Paradigm shift”, lo scenario più ambizioso secondo cui la quota del solare potrà balzare al 12% del totale, implicando, però, un radicale cambiamento della rete elettrica e dell'intera filiera tecnologica. Senza contare il ritardo europeo sul fronte delle rinnovabili. Mancano ancora 1.244 Twh per consumare il 20% di energia verde entro il 2020, come stabilito dalla politica europea sul clima. Il fotovoltaico potrebbe fornire oltre un terzo (462 Twh) di questo divario.
La lunga strada per abbattere i costi
La riuscita del “Paradigm shift” ruota intorno ai costi. L'obiettivo - citato dalla ricerca Epia - è raggiungere un costo inferiore ai dieci centesimi di euro per ogni kWh negli impianti industriali entro il 2020 e inferiore ai 15 centesimi in quelli residenziali. Il fotovoltaico potrebbe così diventare competitivo con le altre fonti energetiche nel 76% del mercato elettrico europeo nel 2020. Fino a quella data, però, i Governi dovranno investire circa 235 miliardi di euro (il 2,2% del valore totale dell'elettricità consumata) per favorire la produzione di energia solare con le tariffe “feed-in” come il Conto energia in Italia.
Il fotovoltaico sganciato dagli incentivi pubblici è quindi ancora lontano. Lo studio evidenzia le misure necessarie per trasformare in realtà il miraggio del 12%: oltre al soccorso sulle tariffe, servono investimenti per realizzare le “smart grid”, reti intelligenti capaci di gestire e accumulare in modo più flessibile e tempestivo l'energia generata dal sole (così come dalle altre fonti rinnovabili). Stop, inoltre, agli ostacoli amministrativi per l'installazione di nuovi impianti e il loro collegamento alle reti di distribuzione. Le aziende produttrici di pannelli dovranno destinare crescenti risorse alle attività di ricerca e sviluppo, puntando ad aumentare l'efficienza dei moduli del 30% entro il 2020 e diminuire i prezzi.














